OSPEDALE CAMERINO, ANCORA (SEMPRE) PROBLEMI!

Torniamo a parlare dell’ospedale di Camerino che non sembra trovare più le condizioni per essere ciò che dovrebbe. Il 9 novembre del 2020, in piena emergenza covid, ci trovammo a descrivere lo stato in cui versava il nosocomio camerte ( https://itidealia.com/2020/11/09/camerino-ospedale-pulito-o-ripulito/ ). Riteniamo un dovere occuparci nuovamente dell’argomento.

Attualmente i reparti di chirurgia e ortopedia rimangono accorpati in un unica area di degenza con inevitabile riduzione dei posti letto totali e per l’ortopedia risulta essere rimasto un solo medico, oseremmo dire “a tirar avanti la carretta” con grande abnegazione, ma con l’impossibilità di coprire i turni di reparto e soprattutto di compiere interventi importanti che presuppongano la presenza di almeno un altro ortopedico , se non quando messo a disposizione saltuariamente da altri ospedali. A ottobre intanto ci sarà il concorso per primario proprio per l’ortopedia di Camerino, così avremo finalmente un generale per un esercito di cui per ora non vediamo neanche l’ombra.

Per l’endoscopia si continuano a metter toppe sul pantalone strappato. Dopo il pensionamento del medico endoscopista, avvenuto un anno fa, non c’è stata nessuna assunzione specifica nel ruolo. Per alcuni mesi diversi medici della gastroenterologia di Macerata hanno “tappato buchi” garantendo le sedute, poi la chiusura del servizio durante l’emergenza covid ne ha reso inutile la presenza. Alla riapertura è stato ancora un gastroenterologo di Macerata (tolto ovviamente al servizio di appartenenza) a coprire le sedute, e infine è arrivato a salvar la patria un medico con contratto da privato giunto ormai in prossimità della scadenza, tanto che non si ha ancora certezza che l’endoscopia prosegua la sua normale attività a partire dal prossimo mese.

Già da prima della pandemia l’UTIC non esiste più, ma sulla carta la Cardiologia dovrebbe essere una Cardiologia Riabilitativa, soltanto che guarda caso è chiusa, non ricovera e ad essere attivo è solo l’ambulatorio cardiologico che svolge regolarmente il proprio lavoro. I medici sono pochi, quindi non c’è neanche il cardiologo reperibile di notte.

La Rianimazione ha solo 4 posti.

Assistiamo continuamente a roboanti annunci di assunzioni, ma giriamo per l’ospedale e tutti questi operatori non ci pare proprio di vederli, soprattutto se si parla di medici. Certi di non avere politici e dirigenti mendaci, ci poniamo le lecite domande: “queste nuove assunzioni annunciate sono sempre le stesse come i carri armati di Mussolini?” “queste nuove assunzioni annunciate sono effettivamente personale in più oppure vanno a copertura del turn-over, dei pensionati e dei trasferiti altrove?”. Tranne i concorsi per primario gli altri bandi per medico sono concorsi Asur, non per un ospedale specifico, e come previsto dalla legge il medico può scegliere di non andare in una sede specifica avendo altre possibilità. A questo punto altre domande ce le poniamo e se le dovrebbero porre anche gli stessi politici e dirigenti citati prima: “Perché molti medici dell’ospedale di Camerino hanno deciso di andarsene?” “Perché nuovi medici decidono di non approdare a Camerino?”. Azzardiamo delle ipotesi, diteci voi se sono realtà o se individuate altri motivi. Un medico che viene assunto nell’ospedale di Camerino non trova più alcuna prospettiva lavorativa che possa stimolarlo professionalmente. Da tempo qualche piccolo avanzamento di scena e molti atti di de-potenziamento. Negli ultimi due anni tanti medici sono stati sollevati dalle proprie mansioni specialistiche e catapultati, nella prima ondata pandemica, nella realtà del primo covid-hospital delle Marche. Nella seconda ondata si era detto che Camerino non avrebbe subìto stessa sorte, ma ci si è ritrovati ancor peggio, perché l’ospedale è stato comunque chiuso, sono stati istallati due reparti covid e la maggior parte del personale sollevato, come già successo, dalle proprie mansioni, in parte assorbito dalle due aree di degenza citate e in parte mandato a coprire i turni nel covid-center di Civitanova Marche. Si verificasse una nuova ondata non ci pare proprio che sia stato ancora studiato un piano alternativo.

Il Centro Prelievi è tornato a pieno regime e questa è una bella notizia, ma continua a svolgere attività un centro prelievi privato presso la struttura del distretto a due passi dall’ospedale, che era stato istituito al momento dell’emergenza. Sicuramente il privato ha svolto in quel frangente una funzione importante, d’altronde supponiamo abbia visto aumentato anche il proprio profitto com’è giusto che sia. A dir la verità noi non lo sapevamo, altrimenti avremmo potuto porci la domanda: “Perchè non è stato spostato direttamente il punto prelievi pubblico nei locali del distretto dove ha iniziato ad esercitare il privato?”, ma il tempo è passato, lasciamo stare. Ora, se il punto prelievi in ospedale è stato riattivato a pieno, il privato deve tornare dov’era. Non perché abbiamo qualcosa contro quel privato che neanche conosciamo, ma per il semplice fatto che inevitabilmente rappresenta un elemento concorrenziale che può scatenare un assurdo meccanismo a favore dei detrattori del nosocomio montano. Un numero ridotto di prelievi eseguiti in ospedale (perché molti fatti nel privato) può essere furbescamente letto da alcuni come un segno di poca affluenza che legittimerebbe un altro de-potenziamento in merito.

Ringraziamo per la disponibilità Sonia Prosperi (FP-CGIL)

By SACANDRO

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