MARIUPOL: UN REPORTAGE NON CONTROCORRENTE

Per la rubrica Disinformazione&Propaganda. Il 20 aprile scorso durante la trasmissione Controcorrente su Rete 4, è stato trasmesso un raportage su Mariupol di Maurizio Vezzosi. Il caso ha voluto che in fase di montaggio siano stati “ridimensionati” sia l’intervento dal vivo di Vezzosi che due interviste che riteniamo molto importanti e che non sono state mandate in onda nella loro interezza. Pur se abbastanza brevi, le parti mancanti non sono affatto trascurabili e il risultato conduce ad un evidente equivoco.

La palazzina distrutta, che si vede nel video alle spalle del giornalista, non è stata colpita di recente, ma il 9 maggio del 2014, nell’episodio che viene ricordato come la strage di Mariupol consumatasi all’alba del conflitto nel Donbass, ed è rimasta in rovine fino ad oggi. Le dichiarazioni per intero dei due intervistati sul luogo sono le seguenti:

– “Questa era la sede cittadina del ministero dell’interno, della polizia: il 9 maggio del 2014 le persone si erano radunate per celebrare il giorno della vittoria. Questi poliziotti hanno rifiutato di schierarsi contro la gente. Hanno mandato i carrarmati, i fascisti, ed hanno distrutto l’edificio con la gente dentro. I corpi carbonizzati venivano rosicchiati dai topi… Poi hanno portato via quaranta sacchi con i cadaveri.”

– “Il 9 maggio, ogni anno, soprattutto gli anziani, celebrano il giorno della vittoria sul fascismo. Il governo di Kiev ha tentato di vietare questi festeggiamenti, e ha dato alla polizia l’ordine di interromperli. La polizia di Mariupol si è rifiutata. Un deputato del parlamento, Oleg Leshgò, ha dato l’ordine di attaccare questo edificio; sono arrivati due carrarmati ed hanno cominciato a colpirlo. Dentro c’erano i poliziotti che avevano rifiutato di arrestare i partecipanti alle celebrazioni del 9 maggio, vittoria pagata con il sangue dei nostri nonni. Non riesco a parlarne più…”

Affermiamo questo perché a riportarcelo è stato lo stesso Maurizio Vezzosi, che ha ritenuto di farlo per rispetto degli intervistati (e a nostro giudizio, in nome di un’etica che molti altri hanno dimenticato).

Riteniamo che le parti non trasmesse siano decisive per la lettura storica delle vicende e pur non potendo affermare che il tutto sia stato fatto volontariamente, il forte dubbio rimane. E’ evidente che il fatto contribuisce comunque a generare una falsa realtà, guarda caso al servizio del main stream giornalistico che tende non solo a marginalizzare i drammi del passato causati dal governo ucraino, ma addirittura a utilizzare quei drammi in senso inverso, con l’assoluta mancanza di rispetto nei confronti delle vittime.

Un grazie immenso a Maurizio Vezzosi, che sta compiendo un lavoro straordinario. Vi invitiamo a seguirlo ed a iscrivervi al suo canale: https://t.me/mauriziovezzosi

By SACANDRO

Cover Photo made by: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.thmobile.cartoonme.artphotoeditor

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