MARCIA DELLA PACE, MANIFESTO E PROPAGANDA

Ieri si è tenuta la Marcia della Pace Perugia-Assisi a cui abbiamo aderito e partecipato anche noi. Nei giorni scorsi non deve essere stato facile, per i giornalisti del pensiero unico “facciamo la guerra per fermare la guerra”, trovare un modo per screditare l’evento senza ammettere di non volere la pace, ma sappiamo che per alcuni la fedeltà ai propri principi (mettete l’accento sulla i che vi piace di più) non conosce ostacoli, ed eccoci qua…

Tre giorni fa, nella pagina sponsorizzata Instagram di Enrico Mentana, compare l’impavido commento con l’immagine del manifesto dell’evento: “non rende onore alla marcia della pace. Mette sullo stesso piano chi aggredisce e chi si difende e soprattutto li rende entrambi fonti di pericolo… Non è tollerabile distorcere la storia.”

Sul fatto che sia intollerabile distorcere la storia siamo d’accordo, infatti pensiamo che la frase di Mentana: “…per donne e bambini che vivevano in PACE fino a due mesi fa”, con chiaro riferimento al conflitto in Ucraina, sia intollerabile, visto che equivale non solo ad una distorsione, ma ad una vera e propria negazione della realtà. Alla negazione di otto anni di guerra e di morti, proprio nella regione ucraina del Dombass. Sulla tesi dell’aggressore e l’aggredito piomba prontamente anche “la Repubblica”, che grazie alla penna di Stefano Cappellini tuona dall’alto dei cieli che il manifesto è “osceno”! “Un pugno in faccia”, “Un affronto”, “Una vergogna”. Poi un articolo che è tutta una tiritera sul fatto che la guerra è colpa solo degli aggressori russi, che si deve dire solo a loro di fermarsi, mentre sul manifesto compaiono proiettili provenienti da tutte e due la parti, ecc.., ecc…, ecc…

Non ci rimane, quindi, che fare lo sforzo illogico di assumere il loro punto di vista come fosse giusto. Tuttavia qualcosa non ci torna ugualmente, perché qua sotto trovate due immagini: a sinistra quella del manifesto della Marcia della Pace di ieri, e a destra quello della Marcia della Pace del 16 maggio 1999.

Tutto ‘sto sdegno per il manifesto nel 1999 non lo ricordiamo proprio, anche se ci pare che Mentana fosse già grande e giornalista, come “la Repubblica” fosse già un giornale ben noto. Un motivo ci sarà… Oggi l’aggressore è la Russia, nel 1999 era la NATO. Ora diteci voi chi si dovrebbe vergognare…

By SACANDRO

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