LE SANZIONI SONO CONTRO NOI STESSI

“Ci stiamo dando la zappa sui piedi”, avrebbero commentato i nostri nonni. L’Italia, ottemperando subitaneamente alle richieste degli Stati Uniti, poi dell’UE, ha attivato procedure ferree per “sanzionare” la Russia. La nostra associazione condanna l’invasione russa dell’Ucraina senza alcun dubbio in merito, ma a differenza dello Stato Italiano noi condanniamo tutti gli atti di guerra e le invasioni militari, senza distinzioni fra quelle perpetrate dai governi aderenti alla NATO, dagli Stati Uniti o dalle altre nazioni del mondo. Insomma, a differenza di quanto sembrano fare da tempo i nostri governanti, noi cerchiamo di rispettare la Costituzione Italiana ripudiando ogni guerra. Fatta questa dovuta considerazione, andiamo avanti col parlare delle sanzioni. Lo scorso 26 febbraio il presidente USA, Joe Biden, afferma che l’unico modo per evitare un conflitto militare mondiale è che le nazioni (come l’Italia) applichino congiuntamente le misure economiche punitive “più pesanti della storia”. Per farla breve, se gli Stati Uniti attaccano la Russia, che a sua volta ha attaccato l’Ucraina, che a sua volta riceveva armamenti dagli Stati Uniti con i quali venivano attaccate le popolazioni del Donbass, e scoppia la terza guerra mondiale, è colpa nostra che non vogliamo sanzionare economicamente la Russia. Non azzardatevi a dire che facciamo ironia su questioni così serie, perché la nostra non è ironia, ma amarezza se non rabbia.

Le sanzioni che si stanno applicando sono già contestabili per come sono state concepite e ancor più per come vengono applicate. Non si va a colpire solo la cosiddetta “Patria di Putin”, ma migliaia di russi, che da anni intrecciano rapporti economici, imprenditoriali e lavorativi con l’Europa e l’occidente, e lo si fa in maniera indistinta e discriminatoria. Cosa arriveremo a fare? A negare lo stipendio alle badanti russe in Italia? Non ci sarebbe nulla di strano, tanto siamo già arrivati a negare corsi universitari su Dostojevski e impedire a maestri d’orchestra russi di eseguire concerti… (scusateci, si tratta sempre di amarezza…). Il punto centrale, dopo questa lunga premessa, è che le sanzioni colpiscono in maniera decisiva e letale interi comparti produttivi italiani. L’inevitabile blocco dell’import/export con la Russia massacrerà i lavoratori italiani molto prima di quanto possa affossare Putin e anche se la NATO ne uscisse vincitrice in termini politici, il popolo italiano ne uscirà comunque irrimediabilmente sconfitto. Dal settore manufatturiero a quello alimentare, passando per quello industriale, i danni che abbiamo già subìto in conseguenza alle prime sanzioni del 2014 sono disastrosi, ma con questo nuovo inasprimento saranno distruttivi. Molte realtà industriali stanno già ricorrendo alla cassa integrazione e interi settori produttivi giungeranno al collasso, perché lo stesso Biden ha dichiarato che gli effetti delle sanzioni saranno deflagranti per la Russia, ma nel lungo periodo. Nel frattempo…

Che senso ha che uno Stato applichi sanzioni a un altro Stato sapendo che sarà lui stesso a subirne effetti estremamente più dannosi? L’Italia deve porsi in una posizione di neutralità annullando le sanzioni, pur condannando l’invasione di Putin, e assumere un ruolo di apripista nella risoluzione pacifica e rapida del conflitto. Abbiamo studiato bene le proposte e le alternative sul tavolo di trattativa per il cessate il fuoco e non sono affatto irricevibili come hanno detto gli Stati Uniti (che fra l’altro non sono in Europa, ma hanno già mandato 100mila soldati, proprio come facevano presagire i “Defender Europe” degli anni scorsi: https://itidealia.com/2022/03/05/defender-europe-e-venti-di-guerra-quei-militari-usa-in-europa/). Un ruolo di apripista con proposte compromissorie che possano condurre ad una de-escalation. Un ruolo che in passato abbiamo avuto, quando però, i nostri politici erano di ben altro spessore…

https://tg24.sky.it/economia/2022/02/27/sanzioni-russia-conseguenze-italia#07

https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2022/03/11/joint-statement-by-the-g7-announcing-further-economic-costs-on-russia/

https://www.repubblica.it/esteri/2022/02/25/news/crisi_ucraina_stati_uniti_biden_sanzioni_russia-339159067/

By SACANDRO

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