FABRIANO, SI PARLA DI GUERRA, SI CERCA LA PACE!

Non vogliamo la guerra! Non vogliamo partecipare alla guerra! Non vogliamo finanziare la guerra! Non vogliamo armare la guerra!”. Questo è il grido che si è sollevato da Fabriano venerdì scorso. Presso i locali del DopoLavoro Ferroviario si è tenuta l’assemblea pubblica da noi organizzata “Guerra? … almeno parliamone (di Pace)!”, un’altra tappa del nostro girare per i territori confrontandoci con il popolo, allo scopo di dibattere seriamente e nel rispetto delle sensibilità di tutti. Questa volta la nostra ospite d’eccellenza è stata Sara Reginella, autrice del libro “Donbass la guerra fantasma nel cuore d’Europa” e del pluripremiato film documentario “Start up a War – psicologia di un conflitto”. Un contributo alla serata, quello da parte della Reginella, di inestimabile valore, tra la narrazione delle sue esperienze nel Donbass e l’amore per quelle terre terribilmente martoriate da più di otto anni.

Racconto autorevole il suo, che mette ancora una volta in luce quanto sia stato celato ai popoli cosiddetti “occidentali e liberi”, da parte della politica e del giornalismo che conta. Ora il conflitto in Ucraina è diventato di dominio pubblico gioco-forza, ma disinformare, nascondere, censurare, etichettare, rimangono il modo migliore per orientare la discussione uniformandola, per renderla funzionale alle politiche di guerra dei nostri governi “democratici”. Noi non ci stiamo e non ci staremo mai! Vogliamo che le persone siano fornite di tutti i dati per fare un’analisi propria, che l’altro punto di vista possa essere osservato liberamente. Non neghiamo le responsabilità oggettive della Federazione Russa nell’accelerazione del conflitto, ma questa guerra poteva essere evitata, poteva essere fermata e possiamo ancora fermarla, noi occidentali, noi italiani.

Dal 2014 al febbraio di quest’anno, rapporti pubblicati dall’OSCE, verbali delle Nazioni Unite, denunce di Amnesty International, testimonianze portate all’interno delle nostre istituzioni da organizzazioni e singoli individui, continui interventi della Russia negli organismi internazionali. Tutto questo dipingeva un quadro di soprusi, discriminazione, violenza, torture, uccisioni per mano non degli ucraini, ma dei loro governi (in particolare quello di Poroshenko, prima di Zelenski) a discapito delle popolazioni del Donbass. Tutto questo dipingeva la guerra a bassa intensità, ma ugualmente terribile, che affliggeva quei luoghi. Vi è stato raccontato? Lo sapevate?

A febbraio di quest’anno in Italia, le stesse persone che poco prima non sapevano neanche dove si trovasse il Donbass erano pronte a cucire ed esporre bandiere ucraine ovunque (persino le scuole) sostituendole a quella della Pace. La massa portata a schierarsi con determinazione su un fronte senza neanche sapere. Non vi pare un po’ strano?

Ringraziamo per la disponibilità e la collaborazione Sara Reginella, la Libreria “Semi d’Inchiostro”, il nostro referente fabrianese Stefano Gatti detto “il Vonte” col gruppo di sostenitori “doc” che ci hanno aiutato nell’organizzazione dell’evento e tutti i presenti, molti dei quali portatori di importanti contributi al dibattito, tra cui Lorenzo Armezzani di “Fabriano Progressista”, unica forza politica fabrianese ad essere ufficialmente presente all’incontro.

By SACANDRO

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