UNIVERSITÀ DI CAMERINO, PRIMA NELLA CLASSIFICA CENSIS

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Come tutti gli anni, da più di vent’anni, il Censis ha stilato, nel luglio scorso, le classifiche dei migliori atenei italiani. Per quanto riguarda le università con più di 40mila iscritti, la migliore risulta essere quella di Bologna, mentre per quelle che contano un numero di iscritti dai 20mila ai 40mila è Perugia a guardare dall’alto tutti gli altri, anche se va segnalato il sorprendente miglioramento dell’università di Salerno che si piazza meritevolmente al secondo posto. Per i medi atenei statali (da 10mila a 20mila iscritti) è Trento a occupare il gradino più alto del podio.

Giungiamo così alla classifica dei piccoli atenei (quelli con meno di 10mila iscritti) che vede al secondo posto Macerata, non più configurabile, purtroppo, tra i medi atenei. In testa a questa classifica troviamo ancora Camerino, che si conferma da anni come la migliore università tra i piccoli atenei statali e non solo… Comparando tutte le classifiche pubblicate dal Censis, quella di Camerino risulta essere la migliore in assoluto tra tutte le università statali in Italia. Le classifiche sono state redatte tenendo conto di alcuni indicatori, tra cui i servizi a disposizione, la qualità e la quantità delle strutture, le borse di studio, ecc… Ovviamente lo studio condotto e pubblicato dal Censis comprende anche altri aspetti relativi all’anno universitario che verrà, aspetti interessanti che meriterebbero riflessioni accurate, ed è per questo che inseriamo il link di riferimento attraverso il quale potete approfondire l’argomento: https://www.censis.it/formazione/

Vi lasciamo con un ultimo dato e un piccolo nostro pensiero in merito. Le immatricolazioni universitarie vedono sempre più una tendenza al femminile. Il percorso di studi universitario ha una predominanza “rosa” abbastanza netta. Viene quindi spontaneo farsi una domanda: come mai le donne, nel mondo del lavoro, soprattutto in Italia, occupano meno ruoli dirigenziali e guadagnano mediamente meno degli uomini? Si può certamente affermare che in alcuni aspetti quotidiani del nostro vivere, tra cui il lavoro, una sorta di visione discriminatoria della differenza di genere rappresenti un canone culturale maschilista da combattere e sconfiggere, tuttavia crediamo sia giusto porre attenzione ad un altro elemento rilevato dallo studio Censis: il tasso di studenti donne è altissimo (77,7%) nell’area disciplinare Artistica-Letteraria-Insegnamento ed esiguo in quella Scienze-Tecnologia-Ingegneria e Matematica. Noi crediamo che tale squilibrio della presenza femminile (che però è determinata dalla libertà di scelta della facoltà) sia anch’esso un elemento da non sottovalutare quando parliamo del fatto che ci sono poche donne con ruoli dirigenziali in ambito industriale ed economico. Va detto anche che avere la possibilità di scegliere, non sempre vuol dire scegliere ciò che si vorrebbe davvero, quindi bisognerebbe capire se dietro l’individuazione del percorso di studi vi siano ragioni puramente attitudinali o se il tutto non sia anch’esso figlio di un settaggio culturale mai scardinato. Si potrebbe poi discutere sul fatto che alcuni settori lavorativi permettano di far carriera raggiungendo retribuzioni molto più alte di altri creando una disparità inaccettabile in termini sociali, ma questo è un altro discorso…

By SACANDRO

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