LA PANDEMIA FA BENE ALLA MAFIA

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“Dove non c’è uno Stato, arriva un altro stato”. Partiamo da questa frase pronunciata da Emilio Fiora, Comandante della Guardia di Finanza della provincia di Crotone, per sviluppare un ragionamento e porlo alla vostra attenzione. Useremo la parola “mafia” per identificare anche le altre organizzazioni malavitose come ‘ndrangheta, camorra e similari. La criminalità organizzata si è infiltrata in tutti i settori della società ove sia possibile avere riscontri economici o assumere potere nel suo senso più ampio. Lo fa attraverso diversi canali, ma c’è una condizione che le permette di radicarsi nel tessuto sociale del nostro Paese. Quando urli esausto: “ho fame…” e lo Stato risponde: “aspetta!”, tu rimani speranzoso e sofferente, ma inevitabilmente ti guardi intorni e al sopraggiungere dei crampi allo stomaco, accetti l’aiuto tempestivo di chi ti offre un pasto caldo sfamando te e i tuoi cari. Ogni crisi economica e sociale fa la fortuna dalla Mafia nel momento in cui i nostri governanti non riescono ad intervenire con soluzioni rapide (e non ci pare questo sia proprio il loro forte). La pandemia ha fornito alle cosche un terreno ancor più fertile su scala nazionale. La grande liquidità economica (acquisita con attività illecite), di cui le organizzazioni criminali dispongono, consente loro di non avere concorrenza neanche in ambiti di legalità come per appalti, compra-vendite o manovre finanziarie. Sono in grado di rilevare aziende in difficoltà che preferiscono svendersi, certe di non poter far fronte alle perdite subìte, oppure di proporre loro prestiti per grandi cifre, spesso ad usura.

Foto di Marc Schaefer on Unsplash

Ci sentiamo di consigliare agli imprenditori in difficoltà, qualora rischino di entrare in questo vortice, di contattare associazioni come “sos impresa” (www.sosimpresa.it , tel. 800900767). Quando lo Stato è lento o addirittura assente, la mafia agisce veloce apparendo spesso, a quelle fasce di popolazione in situazioni più disagiate, come benefattrice, o per meglio dire salvatrice. Offre finta solidarietà e struttura una sorta di welfare alternativo e ben funzionante, che gli procura consenso sociale. Ai singoli individui o piccole attività offre prestiti perfino con interessi a tasso zero, perché le vere richieste arriveranno dopo…, con proposte che non si possono rifiutare. In questa fitta ragnatela, tessuta a regola d’arte, la malavita non ha più neanche bisogno di minacciare o usare violenza. Le cosche, i clan, i boss e gli affiliati per loro ordine, gestiscono il territorio decidendo chi deve lavorare, chi deve essere assunto, decidendo vita o morte di esercizi commerciali, strutture ricettive e aziende di ogni settore. Così si arriva ad “un’economia mafiosa” dal fatturato di milioni e milioni di euro, alimentata dall’altra faccia della medaglia: estorsioni, spaccio, prostituzione, ricettazione e crimini di diverso genere. Non si deve commettere l’errore di pensare che il fenomeno sia localizzato solo in aree specifiche dell’Italia. Guardate il posto dove vivete, sia esso una grande città o un piccolo centro, e tirate le conclusioni ad occhi veramente aperti. C’è chi resiste, chi si oppone, chi lotta, dentro le istituzioni e fuori, per le strade, dove la quotidianità rende tutto ancora più difficile. Chi ci governa, di qualsiasi parte politica esso sia, deve pensare a creare un tessuto economico, sociale e culturale solido, che non lasci spazi all’azione malavitosa, ma in questo momento, nella gestione della pandemia, deve offrire liquidità allo scopo di tamponare le perdite nelle realtà lavorative con un’ottica che però non sia solo di mera sussidiarietà, ma di investimento. Purtroppo non ci sembra che fra bonus e incentivi questo stia accadendo…

Foto in evidenza di Gerd Altmann da Pixabay

by SACANDRO

Un commento Aggiungi il tuo

  1. caterina rotondi ha detto:

    Tutto vero..purtroppo!

    "Mi piace"

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