REFERENDUM 2020: COSA ABBIAMO TAGLIATO?

E così arriva il taglio dei parlamentari. Il 20 e 21 settembre scorso si è votato per il referendum costituzionale confermativo sulla legge per la riduzione dei parlamentari, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 12 ottobre 2019. Tale legge riduce il numero dei parlamentari elettivi da 945 a 600 fra senatori e deputati. Affrontammo l’argomento già in fase di proposta di legge, prima che venisse approvata, esprimendo alcune perplessità ( https://itidealia.com/2019/09/27/taglio-dei-parlamentari-chissa/ ). Perplessità che non sono scomparse e che anzi, col passare del tempo, sono aumentate. Il responso del voto è stato inequivocabile e il SI ha vinto con quasi il 70% dei voti. A nostro giudizio un risultato prevedibile, perché il malessere popolare, generato da un modo di fare politica sempre più distante dai bisogni reali di un Paese fra crisi economiche e degrado sociale, sfocia inevitabilmente in risentimento rispetto a privilegi e privilegiati del palazzo. Comprendiamo la rabbia, ma non condividiamo la scelta di favorire questa legge, che non colpisce la casta come alcuni vorrebbero far credere.

Foto di Marco Oriolesi su unsplash

Come spesso accade in fase di propaganda elettorale (che in Italia non conosce sosta…), siamo stati invasi da slogan accattivanti che gettano fumo negli occhi e irretiscono la logica. Noi siamo contrari a vitalizi esagerati, pensioni d’oro, maxi indennità di fine mandato e reversibilità, ed è su questo che bisogna intervenire, che siano mille ad usufruirne o solo uno. Abbiamo sentito delle vere banalità sostenute con forza nei dibattiti popolari: “Così ci saranno 345 assenteisti o nullafacenti in meno!”; …ma che vorrebbe dire? Si colpiscano gli assenteisti e i nullafacenti allora, visto che non dovrebbero esserci comunque, neanche fra i 600 parlamentari rimanenti. Ed ancora: “345 stipendi in meno che gravano sulle spalle degli italiani”; questa è un’altra di quelle frasi che piacciono tanto perché lascia pensare che finalmente si siano ridotti i costi della politica, ma non sarebbe più giusto abbassare gli stipendi per lo stesso ammontare piuttosto che diminuire la rappresentanza? Perché è questo il vero assurdo di tutto lo scenario. Per quanto ci riguarda, il parlamentare (come gli eletti nei consigli regionali) dovrebbe avere una retribuzione annua pari al reddito medio dei cittadini del territorio nel quale è stato eletto. Ovviamente usufruendo di tutti gli strumenti necessari per svolgere nel migliore dei modi il suo ruolo di rappresentanza, perché un autista o una segreteria a servizio di un parlamentare che svolga il suo compito in maniera corretta e responsabile, con uno stipendio come quello che abbiamo descritto, non ci pare proprio un inutile spreco. Tornando all’assurdo dello scenario: non si è toccato un solo privilegio della casta, ma si è diminuita la rappresentanza, rendendo la casta ancora più forte e aumentando il potere dei singoli individui. Diminuiranno gli eletti e di pari passo aumenteranno gli esterni nominati da organi di partito per commissioni e ruoli istituzionali. Le zone geografiche con una più bassa densità di popolazione molto probabilmente (se non certamente) non riusciranno a eleggere un rappresentante. Ci saranno sempre meno voci indipendenti fuori dal coro e cittadini che esprimono posizioni politiche differenti. Un colpo alla democrazia e un favore ai poteri forti.

Photo by Element5 Digital on Unsplash

In ultimo, ma non per importanza, vorremmo far riflettere su come sia un paradosso far passare una legge come questa sapendo che non c’è neanche un accordo fra le parti politiche per cambiare la legge elettorale attualmente non compatibile. Se si dovesse andare al voto ora ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate…, se non fosse una situazione così drammaticamente surreale. Il Movimento a 5 Stelle ha proposto e sostenuto con forza questo taglio; ora dovrà impegnarsi a formulare una nuova legge elettorale, ma non dovrebbe essergli difficile visto il suo principio interno di democrazia basato sul fatto che ognuno vale uno, perché il concetto, trasferito alla nazione, può condurre solo ad un sistema elettorale: quello proporzionale puro con preferenza e senza sbarramento. Quindi cosa accadrà ora?

By SACANDRO

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