MONTEFIASCONE: STORIA, VINO E LEGGENDE…

Immaginate di trovarvi nell’anno 1111, state per entrare in una delle locande che si trovano lungo la via franchigena tra Bolsena e Montefiascone. Vedete uscire un uomo quasi barcollante, col sorriso tipico di chi si concede un bicchier di vino in più. Egli si appresta, con fare bislacco, a lasciare una scritta vicino la porta dell’ostello. La curiosità non vi manca, così decidete di avvicinarvi finché non vi è chiara la lettura. Noi che siam qui a raccontare, per far capire ciò che sta accadendo, dobbiamo fare un passo indietro nella storia. L’uomo si chiama Martino ed è il coppiere del vescovo conte Johannes Defuk, alto prelato, nonché nobile e noto intenditore di vini. Defuk ha dato compito al proprio servo di precederlo nel cammino, affinché segnali un’osteria dotata di un vino capace di deliziare il suo fine palato. Il segnale concordato consiste nella scritta “EST”, abbreviazione di “est bonum” a significar, appunto, che lì c’è del buon vino. Qualora Martino trovi un vino particolarmente buono il segnale è “EST EST”. Avvicinandovi fino a scorgere bene ciò che è stato scritto dal buon coppiere, leggete: “EST! EST!! EST!!!”. Insomma, pare che questa sia la locanda più indicata anche per voi. Torniamo ai giorni nostri, ma senza troncar la storia. Appurato che il giudizio del servo corrisponde al vero, il vescovo decise di stabilire in Montefiascone la sua residenza, rimanendovi finché morte non lo colse. Morte sopraggiunta, da quel che pare, per aver bevuto troppo vino. Defuk morì, lasciando alla cittadina ben 24000 scudi con la richiesta che ogni anno, a ricordo del suo trapasso, venisse versata una botte di vino sulla sua tomba. Non sappiamo se davvero tutto sia andato in questo modo, perché storia e leggenda si fondono spesso a disegnar un dubbio scenario, ma in fondo cosa conta? Il vino non è l’unica ragione per visitar Montefiascone, cittadina posta sui Monti Volsini in provincia di Viterbo, poco distante dal Paese delle Fiabe ( https://itidealia.com/2019/12/30/s-angelo-il-paese-delle-fiabe/ ).

La vista dal “Belvedere” e dalla maestosa Rocca dei Papi consente di ammirare il Lago di Bolsena. Il centro storico è a dir poco affascinante, tra vicoli medievali di grande interesse storico che nel nostro percorso ci portano al Pozzo di Urbano V, un pozzo profondo 88 metri, costruito nel 1368 e collegato all’acquedotto sotterraneo.

Pur se qualcuno di noi lascia controvoglia le gentili “vigilesse” che gli hanno rubato il cuore, continuiamo fino ad oltrepassare l’antico Monte dei Pegni, che il vescovo Gaspare Cecchinelli fondò nel 1647. Pensate che per garantire una buona amministrazione dell’ente, venne redatto un regolamento interno che garantiva una percentuale di interessi sui prestiti non superiore al 2,5% ed era pure facoltativa. Altri tempi! Palazzo Pennoni è un’altra costruzione interessante, in stile rinascimentale, che notiamo prima di giungere alla magnifica Cattedrale di S. Margherita, una struttura frutto di diverse rielaborazioni che la rendono attraente ed austera allo stesso tempo. Le due torri campanarie, come le statue di S. Flaviano e S. Margherita poste in delle nicchie ai lati della porta centrale, rendono la facciata della chiesa, se ci è concesso il termine, particolarmente elegante.

Per quanto riguarda il Palazzo vescovile vi portiamo nuovamente indietro nel tempo. Immaginate di trovarvi nel 1798, una carrozza trainata da cavalli, spronati bruscamente a suon di frustate da un cocchiere in preda all’agitazione, corre forsennatamente per le vie cittadine. Riuscite ad evitarla balzando prontamente in un vicolo e dopo averne urlate quattro a quel pirata della strada, vi incamminate chiacchierando fino al palazzo del vescovo. Qui trovate il finimondo: soldati francesi stanno saccheggiando l’edificio e distruggendo le statue nel giardino. Ora vi è tutto chiaro. Il cocchiere non era altri che il vescovo Maury in fuga da Montefiascone e dall’ordinanza di arresto emanata nei suoi confronti. Vi foste trovati nel 1300, anno del primo Giubileo, a passeggiar sui confini tra Montefiascone e Viterbo, nel luogo che fu ribattezzato “Podium forcarium” (Poggio delle forche), lo scenario sarebbe stato ben diverso. Nel posto trovavano la morte, appesi con una corda al collo, quei briganti che osavano assalire e derubare i pellegrini lungo la via. Poco distante, come a render meno spietato il viver di allora, un ospizio dava riparo e cura ai lebbrosi presso la zona termale con acque sulfuree. Chiudiamo il nostro tour visitando la chiesa di San Flaviano: “Sono il custode della chiesa scolpito per prendere in giro gli sciocchi”. Volete sapere il significato di questa frase? Bene, allora andate a Montefiascone e magari passate qualche giorno in quelle zone bellissime, perché non possiamo mica raccontarvi tutto noi… Ciò che possiamo dirvi, per chiudere il cerchio, è che nella chiesa di San Flaviano fu sepolto Johannes Defuk.

Salutiamo la signora Enza, perfetta padrona di casa del B&B che ci ha ospitati, e la ringraziamo per i racconti di vita e di storia che ha voluto regalarci e che non dimenticheremo, come non dimenticheremo quelle gustosissime marmellate…

By SACANDRO

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