ECUADOR: VIOLENZA SUI MANIFESTANTI INDIGENI.

Rispondiamo all’appello di una nostra connazionale che vive in Ecuador e che si trova nel bel mezzo della repressione governativa. Siamo riusciti a contattarla e pubblichiamo il video da lei fatto che in molti stanno condividendo su facebook e le sue dichiarazioni scritte. Ci racconta che la protesta pacifica dei popoli indigeni viene soffocata con estrema violenza dal governo Moreno, ma forse al mondo la situazione appare meno grave.

“Qui ci stanno uccidendo, stanno attaccando gli indigeni con armi da fuoco, non guardate la televisione sono tutte bugie. Ci stanno uccidendo stanno passando sopra i diritti umani. Hanno lanciato bombe dove c’erano i bambini, perché le comunità indigene sono venute perché pensavano che era una marcia pacifica, perché ingenuamente hanno pensato che i governanti ci avrebbero ascoltato, avrebbero ascoltato la comunità, il popolo, invece niente. Ci hanno ingannato, sono venuti con bandiera bianca dicendo che si univano al popolo e tutto di un botto hanno lanciato bombe, bombe lacrimogene contro bambini, contro le persone, hanno massacrato donne e bambini. Ci sono più di venti morti. Hanno messo il coprifuoco di notte per non far uscire la gente, invece invadono le case dove le persone stanno a riposare, dove si nascondono, dove stanno rifugiati i bambini. Lanciano bombe lacrimogene alle due di mattina, quando i bambini dormono, quando nessuno può reagire. Il popolo non vuole cadere nell’inganno del fondo monetario internazionale, stiamo resistendo e rispondono uccidendoci. Ci sono bambini morti, …vi domanderete perché c’erano i bambini…, perché erano venuti ad una protesta pacifica con la loro famiglia. Abbiamo bisogno di aiuto umanitario. Abbiamo bisogno di far sapere al mondo la verità. Spegnete il televisore sono tutte bugie! Per favore condividete con tutti, fate sapere al mondo quello che sta succedendo qua!”

Scrive inoltre che sono state utilizzate: “bombe scadute piene di cianuro…”

“gracias por compartir, ES la cruda verdad! LA CRUDA VERITÁ CI SPARANO PALLOTTOLE VERE!”

A seguire il riassunto di italiani in Ecuador della giornata di ieri, 12 ottobre 2019:
“Riassunto della giornata che ancora non si è conclusa. Questa notte sono arrivati più di 1000 fratelli e sorelle indigeni dall’Amazzonia. Alle 10:00 a.m più di 10000 persone sono uscite dalla Casa della Cultura e hanno iniziato a camminare per le strade di Quito. Alle 10:45, all’altezza dell’ospedale Eugenio Espejo è iniziato l’attacco della polizia e dei militari. Dei lacrimogeni sono arrivati fin dentro l’ospedale per l’ennesima volta. Durante due ore il popolo ha difeso la sua posizione e, malgrado i feriti ed i proiettili dello stato, sempre più gente si è aggiunta alla piazza cosi da circondare totalmente l’Assemblea (palazzo del governo?). Ad un certo punto i militari hanno iniziato a sventolare bandiere dell’Ecuador ed poliziotti a togliersi le maschere antigas. Dal “trucutu” è sceso un poliziotto dicendo che si rifiutavano di reprimere ancora il popolo. Si è dichiarata cosi una tregua e le persone ne hanno approfittato per riposarsi e mangiare. Il presidente Moreno tramite la televisione ha offerto un dialogo diretto ai dirigenti del movimento indigeno. Questo ha aiutato a calmare gli animi e la percezione collettiva è stata che qualcosa era cambiato. Sempre più gente ha continuato ad unirsi mentre arrivavano dei furgoni pieni di cibo ed acqua per i manifestanti. Si respirava un clima di pace e solidarietà. Ad un certo punto, dal nulla, la polizia e i militari hanno cominciato a tirare lacrimogeni e proiettili di gomma generando cosi, come il martedì passato, una valanga di gente in panico e successivi momenti di disperazione. E’ ricominciata allora la resistenza collettiva mentre i franchi tiratori di polizia ed esercito approfittavano della loro posizione favorevole per sparare sulle persone. Mentre scrivo queste righe ci sono ancora persone che stanno resistendo nel parco dell’Arbolito. I numeri dei feriti e possibili caduti li potremo conoscere solo domani.
Il governo non ha rispettato il lutto di tre giorni dichiarato ieri dalla CONAIE (Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador). Lenin Moreno mente in televisione offrendo un dialogo fatto di gas e proiettili. Maledetti siano i militari che hanno ricevuto cibo dal popolo e poco dopo hanno sparato su di esso senza pietà. I canali televisivi parlano di una lettera della CONAIE dove si dichiara apertura al dialogo. La CONAIE torna a dire che l’unica condizione per poter negoziare è la deroga del decreto 883.
Questa non è solo una rivolta sociale contro l’FMI, “il paquetazo” ed il governo di Lenin Moreno, questo è ufficialmente il secondo sollevamento indigeno e il secondo sciopero più grande della storia del paese( domani saranno 10 giorni). Si stanno costruendo i pilastri di una nuova società. Siamo stanchi della corruzione e degli abusi di un intera classe politica. Stanchi della violenza e del cinismo delle elites che decidono le sorti di questo paese.
Grazie a quelli che stanno cucinando, portando alimenti, vestiti e giochi. I centri di raccolta sono pieni grazie a tutti voi. Grazie ai paramedici e agli studenti di medicina che rischiano la loro vita per salvare e curare i feriti.
“La Comune di Quito” reiste, carajo!
Stiamo uniti con Ecuador e gli indigeni!
La terra è di chi la lavora!”

Continua: https://itidealia.com/2019/10/20/ecuador-un-silenzio-che-copre-il-dramma/

La ragazza italo sud americana che ha raccontato queste vicende è Daniela Scalla, profilo facebook https://www.facebook.com/AleinadAllacs

Lì potete trovare altri video e altro materiale.

by SACANDRO

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