DUNANT E LA NASCITA DELLA CROCE ROSSA

Tempo fa, un giovane svizzero di nome Jean Henry Dunant si indignò!

Era il 1859, seconda guerra d’indipendenza italiana. Tra Solferino e San Martino si consumò una delle battaglie più sanguinose. Tre eserciti si scontrarono (Francese, Sardo-Piemontese e Austriaco) lasciando sul campo un notevole numero di morti, feriti e dispersi. L’ospedale più vicino si trovava a sei chilometri da Solferino, precisamente a Castiglione delle Stiviere, e proprio qui nei primi giorni venivano trasferiti i feriti.

Lì si trovava anche Dunant, ma per affari, e coinvolto in quel terribile disastro si indignò.

Prima organizzò un’azione di soccorso dei feriti per colmare la lacuna lasciata dalla quasi inesistente sanità militare, poi con l’aiuto di altri quattro cittadini svizzeri, riuscì a sensibilizzare l’opinione pubblica al problema dei soccorsi in guerra, fino ad organizzare una conferenza internazionale che si tenne a Ginevra nel 1863.

In questa occasione vennero prese delle decisioni volte a creare, in ogni paese, una società di soccorso ai feriti in tempo di guerra, ausiliaria ai servizi della sanità militare; la formazione di infermieri volontari che operassero all’interno di queste società di soccorso; l’adozione di un segno distintivo uguale per tutto il personale sanitario, a qualsiasi parte questo appartenesse.

Nel 1864, con la firma della prima convenzione di Ginevra, si resero operanti questi progetti, e nacque così la CROCE ROSSA.

Forse non tutti conoscono la storia della sua nascita, ma ognuno di noi sa che esiste, sa riconoscerla e ci si affida.

i simboli della croce rossa sono la croce e le mezza luna, quest’ultima usata nei paesi arabi.

Molto altro si potrebbe dire su questo movimento internazionale, come ad esempio spiegarne i sette principi che la guidano e che ne costituiscono lo spirito e l’etica (umanità, unità, universalità, indipendenza, imparzialità, volontariato e neutralità); la diffusione del D.I.U. (Diritto Internazionale Umanitario) con il compito di imporre alla guerra delle regole umanitarie, sottoponendola a limitazioni.

Vorremmo però porre l’attenzione su un’altra questione: tutto è nato dall’indignazione di un giovane ragazzo.

Ed è forse questa la sua più grande forza. La dimostrazione che anche da un’emozione negativa e forte, può nascere qualcosa di unitario, duraturo, stimolante, virtuoso e volto esclusivamente al rispetto della persona.

Il segreto è impedire alla rassegnazione di soffocare la nostra voce e la nostra voglia di lottare per perseguire ed inseguire un’idea, un ideale.

Perché non c’è niente di più bello del cambiare…, del poter cambiare guidati dal sentimento.

by BARZ

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.