BUSKER, L’ARTISTA DI STRADA.

Il significato di questa parola anglosassone è artista di strada che si esibisce in luoghi pubblici, spesso gratuitamente o richiedendo un’offerta. Questo termine pare sia stato inventato intorno alla metà del 1800 (il verbo [Busk] inglese deriva dallo spagnolo [Buscar], che significa “cercare” inteso come ricerca di fama e fortuna) per identificare quei commedianti, circensi, intrattenitori, cantastorie, trampolieri, mangiafuoco, musicisti, giocolieri e attori che invece di esibirsi al teatro, si esibivano nelle pubbliche piazze.

Un fenomeno in grado di attraversare la storia, rimasto fortemente legato alla “tradizione” che lo ha connotato nei secoli, ma contemporaneamente in continua evoluzione. Al giorno d’oggi, gli artisti di strada sono chiamati “performer” e buona parte di loro utilizza anche internet per pubblicizzare le loro esibizioni e i loro contatti. Per non parlare del mondo delle convention di giocoleria oppure dei festival internazionali di giochi di prestigio, dove poter migliorare le proprie tecniche e potersi aggiornare continuamente. Diversi fattori sono rimasti invariati nel tempo: la natura pubblica dello spazio scenico, l’assenza di barriere tra il pubblico e l’artista e la pratica della raccolta delle offerte alla fine della “performance”.

Ogni artista ha un suo rituale, una sua colonna sonora ed una personalissima serie di trucchi per catturare l’attenzione del pubblico, ma ognuno di loro è accomunato da una cosa: l’aggregazione sociale. Spesso vediamo bambini in “prima fila” che assistono curiosi ed intimoriti, accompagnati da genitori divertiti, che vigilano alle loro spalle. Altre volte una cerchia di persone avvolge l’artista come in una specie di abbraccio collettivo, oppure si crea una specie di semicerchio come si fosse in un teatro. Spesso è l’attore stesso a disporre il pubblico, in base alle proprie esigenze, creando delle barriere invisibili, ma allo stesso tempo invalicabili.

Una linea immaginaria che crea un nuovo spazio: il palcoscenico. Attori da una parte e cittadini (più o meno interessati) dall’altra che, senza bisogno di servizio di sicurezza, rispettano delle regole non scritte e collaborano per tutta la durata dell’esibizione. Tutti riconoscono e rispettano l’autorità del saltimbanco durante la sua performance, in molti lo sostengono, altri sono disposti a partecipare allo spettacolo stesso quando “chiamati sul palco”, a loro rischio e pericolo. Tutto in nome della convivialità, della fiducia del prossimo, dell’arte e perché no del lavoro.

Finito lo show si ritorna alla normalità della strada e rimangono stupore ed adrenalina, ma anche la malinconia e forse un po’ di tristezza. Perché sarebbe bello vivere ogni giorno quella magia della fiducia nel prossimo, del convivere le piazze con serenità, del rispettare le regole e di collaborare per un bene comune, in armonia con altre persone di ogni genere e stato sociale, cominciando a vivere le piazze e le strade in un modo nuovo, che a pensarci bene, di nuovo non ha nulla. Allontanarsi un po’ dall’ossessione dell’individualismo contemporaneo che potremmo riassumere come “l’epoca dei selfie” (per usare una metafora calzante) e ricominciare a collaborare spalla a spalla, giorno dopo giorno; senza bisogno di un’autorità che indichi la direzione o di uno stato di polizia che faccia rispettare le regole. Non parlo di anarchia, bensì di cooperazione e di partecipazione quotidiana alla vita pubblica del proprio paese. Per migliorare il paese. Abbattendo pregiudizi e stereotipi che, volenti o nolenti, fanno parte del nostro carattere, del nostro pensiero ed inevitabilmente si riflettono sul nostro comportamento e sulle nostre scelte o decisioni, sia nella quotidianità che nella politica. Come un Busker, ogni cittadino dovrebbe condividere pubblicamente le proprie abilità e competenze alla ricerca del benessere della collettività, cercando la partecipazione degli altri cittadini senza nessuna distinzione o forma di censura. Forse è un’utopia questa, ma cosa c’è di più romantico di affermare che “insieme si può”.

by GIACK23

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