HOLLYWOOD E LE SCUSE A PICCOLA PIUMA DOPO 50 ANNI

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1973, Marlon Brando riceve la nomination agli Oscar per la sua interpretazione di Don Corleone nel film “Il Padrino”. L’attore decide di non presentarsi alla cerimonia di consegna della famosa statuetta, premio più ambito dagli attori di tutto il mondo, per andare ad esprimere il suo sostegno ai nativi americani (gli indiani d’America), che hanno da diversi giorni occupato la cittadina di Wounded Knee. L’occupazione è l’atto estremo dei nativi per denunciare le misere condizioni di vita in cui sono costretti a vivere nella riserva di Pine Ridge. Il luogo non è scelto a caso, perché nel 1890 Wounded Knee fu teatro del massacro di centinaia di “Pellerossa” da parte del democratico “uomo bianco”. Marlon Brando decide di mandare in sua rappresentanza, alla serata di consegna degli Oscar, l’attrice di origini apache Sacheen Littlefeather (Piccola Piuma) ed è proprio lui a vincere il premio come miglior attore protagonista. Sacheen si alza, sale sul palco, ma rifiuta il premio per conto di Brando: “Lui è molto dispiaciuto di non poter accettare questo premio molto generoso. Il motivo di questa scelta è il trattamento degli Indiani d’America da parte dell’industria cinematografica, in televisione e nelle repliche dei film…”. Piccola Piuma non è solo un’attrice, è anche Presidente del Comitato Nazionale per l’affermazione dei Nativi americani. Durante il suo brevissimo discorso la platea, composta per lo più da attori, registi, produttori e così via…, si divide e le manifestazioni di disapprovazione vengono tacitate prontamente dagli applausi, ma i racconti sulle molestie e sugli insulti a Sacheen, non ripresi dalle telecamere, si susseguono. Si parlerà anche della tentata aggressione da parte di John Wayne, che sarebbe stata evitata solo grazie all’intervento di 6 addetti ai lavori. La carriera della Littlefeather come attrice finisce praticamente qui!

Sacheen Littlefeather, foto di
UCLA Library Special Collections

A quasi 50 anni da quella notte, il presidente uscente dell’Academy Motion Picuture Arts and Sciences, David Rubin, ha scritto una lettera di scuse a Piccola Piuma (affetta da un male incurabile avanzato) per gli abusi immeritati e ingiustificati che ha dovuto sopportare, oltre al prezzo pagato dalla sua carriera per quel coraggioso gesto.

In quegli anni i film del filone “western” costituivano un pilastro della cinematografia statunitense con una quantità enorme di introiti economici, ma dipingevano continuamente una realtà distorta che creava l’immaginario del buono e del cattivo, dove i buoni erano i civili “uomini bianchi”, pronti a vivere pacificamente (in terre non loro) e costretti inevitabilmente ad usare la violenza solo per proteggersi dalla selvaggia crudeltà dei primitivi “pellerossa”. Fortunatamente le cose sono cambiate dopo quel coraggioso gesto di Marlon e Sacheen. Ci viene in mente il meraviglioso “Balla coi lupi” di Kevin Costner come sigillo definitivo di una presa di coscienza riguardo a chi fosse l’aggredito e l’aggressore. Progressivamente il grande e il piccolo schermo hanno ridato dignità alla storia dei nativi americani. Troppo tardi, come sempre.

Foto di UCLA Library Special Collections – https://www.flickr.com/photos/127608843@N08/24373077926/ https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=112630686

By SACANDRO

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