MELTING POT – QUESTIONE CULTURALE

Melting Pot! Che meravigliosa definizione, per descrivere un contesto dove convivono esseri umani, provenienti da ogni parte del mondo e di diverse culture e religioni. Forse avrete letto da qualche parte : “Londra è un Melting Pot di diverse razze, culture e religioni”.

Photo by David Marcu on Unsplash

Nella vita, chi sta scrivendo, ha avuto la fortuna di viaggiare molto: ho vissuto per molti anni in Medio Oriente, poi in Sud- America, dopodiché Malta, Turchia e Spagna; facendo sempre tappa in Italia, dove vivo attualmente e dove ha sempre vissuto la mia famiglia. Posso dire di essere, io stesso, un Melting pot di culture. Non sono praticante di nessuna religione e mi sono reso conto di una cosa, a forza di viaggiare: le differenze genetiche tra le diverse “razze” umane, non influiscono in alcun modo nello sviluppo del singolo essere umano. Tutto dipende dal contesto in cui si vive, dall’educazione che si riceve, dal proprio carattere e da tanti altri fattori; queste differenze biologiche e genetiche evidenti (come il colore della pelle, per esempio) sono inutili per stabilire se esista una “razza superiore”, semplicemente perché esiste una sola razza umana. Le diversità che, davvero, distinguono un gruppo di persone da un altro sono: di classe sociale, religiose e culturali. Nonostante ciò, troviamo genitori che allo stadio gridano frasi razziste al bambino di colore che sta facendo sport al fianco del proprio figlio ed altre aberrazioni indegne, segno di una società che sembra aver paura del “diverso” o che pare prendersela sempre col più debole, con chi è in minoranza e in difficoltà. Questo imbarbarimento globale, cavalcato da una politica cieca e sorda, che nega l’evidenza del dilagare di una deriva fascista, ha portato alla creazione della Commissione Anti-razzismo, approvata al Senato con 151 voti a favore e 98 astenuti. Liliana Segre ha rilasciato queste parole mentre presentava il disegno di legge:
«Io che sono stata vittima dell’odio dell’Italia fascista sento che, dopo anni, sta ricrescendo una marea di razzismo e di intolleranza che va fermata in ogni modo».
Una commissione bicamerale di indirizzo e controllo sui “fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo” che si occuperà di raccogliere dati, vigilare e pubblicare tutto ciò che sarà necessario, per arrestare questa tendenza. Essere arrivati al punto di dover istituire una commissione anti-razzismo è un segnale d’allarme molto preoccupante ma, contemporaneamente un messaggio di speranza.

Photo by Yeo Khee on Unsplash

Troviamo vergognoso che 98 Senatori si siano astenuti dal votare un provvedimento per motivazioni politiche, senza pensare alla gravità del gesto compiuto; con questo comportamento si continua a voler screditare la reale pericolosità di questo fenomeno, diciamo di più, si vuole quasi lanciare il messaggio di voler essere dalla parte lesa. Come se questa Commissione rischi di ledere i diritti dell’uomo oppure vada ad intralciare il lavoro dei Senatori, tanto che Salvini dichiara: «Siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo, però non vogliamo bavagli e stato di polizia che ci riportano a Orwell». (fonte: https://corrieredellumbria.corr.it/video/video-news-by-vista/1251985/mozione-segre-salvini-siamo-contro-odio-e-razzismo-ma-no-a-stato-che-ritorna-a-orwell.html) .

Passano pochi giorni dall’approvazione in Senato di questo D.D.L., che arriva la notizia che Liliana Segre è stata messa sotto scorta, perché riceve una preoccupante quantità di minacce di morte e per farle vivere un’esistenza serena lo Stato le affiancherà due Carabinieri. La sua colpa è quella di essere ebrea, probabilmente, oltre che firmataria del disegno di legge. Sopravvissuta ai campi di sterminio ora si trova a dover affrontare l’odio dei nuovi fascisti. Del passato hanno le solite caratteristiche: antisemitismo, violenza, ignoranza, razzismo. Di moderno hanno gli account su facebook, twitter, instagram e ultimamente una sempre maggiore collaborazione con la criminalità organizzata, come testimoniato dalle recenti vicende giudiziarie di Ostia (per esempio).

Photo by Katie Moum on Unsplash

Inutile negare l’esistenza di un clima avvelenato dall’odio, di una crisi dei valori, di un tessuto sociale da ricostruire, come quotidianamente fa buona parte della nostra classe politica (apparentemente impotente, inadeguata ed in continua campagna elettorale) , che continua a fare gli interessi del proprio partito, invece di pensare realmente al futuro del proprio Paese. La questione è culturale. Bisogna ripartire dal buonsenso di una società consapevole, acculturata e al passo coi tempi. Il Melting-Pot è inevitabile, al giorno d’oggi. Siamo nel 2020 e viviamo nell’epoca dell’interscambio iperveloce, non possiamo più parlare di barriere e di nazionalismi; questa mescolanza è necessaria per il benessere di uno Stato in salute, ma prima dobbiamo riuscire ad abbattere i pregiudizi e dobbiamo essere in grado di collaborare per un fine comune. Cominciando dalla propria quotidianità, dal non accettare soprusi ed ingiustizie, aiutando il prossimo e seguendo attivamente la politica anche a livello locale. Perché non serve a nulla lamentarsi e dire:
“Ma tanto che cosa vuoi fare? In Italia è sempre stato così!”.

by GIACK23

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