“ANIME TERREMOTATE”

Oggi andiamo ad una mostra fotografica allestita nel comune di San Severino Marche, presso il Chiostro di San Domenico.

Ad accoglierci troviamo Cristiano, di Generali Italia, che insieme a Corrado, Roberto e Riccardo, ha provveduto all’organizzazione della mostra fotografica chiamata “Anime terremotate”. Cristiano e l’incantevole guida, Silvia, ci accompagnano durante il primo tratto di percorso all’interno del Chiostro, dandoci alcune informazioni sull’autore degli “scatti” e sull’evento in generale.

Questa di San Severino Marche è la prima tappa della mostra che toccherà altre città nei giorni e nei mesi successivi. L’artista autore delle fotografie è Stefano Stranges, che insieme alla giornalista Federica Tourn, ha dato vita ad un connubio di immagini e storie, alla narrazione visiva di un dramma sempre vivo, impresso come un marchio a fuoco nell’anima di chi l’ha subìto e non è riuscito ancora a rialzarsi, pur rimanendo a testa alta. Prima di congedarsi e lasciarci proseguire da soli, Cristiano ci fa presente che sono in vendita cinque copie per ogni foto esposta e che il ricavato andrà completamente in beneficenza. Non ci dilunghiamo nella descrizione della “location” e nella disposizione scenica, rimandando il tutto alle figure inserite.

Ci soffermiamo sulle sensazioni. C’è un silenzio quasi tangibile, tanto da spingerci ad un lento passo che non possa romperlo, come avvolti da una rispettosa austerità. L’Aquila, Montecavallo, San Severino, Tolentino, Cessapalombo, Campotosto, Norcia, Amatrice, Camerino, Pievebovigliana, Fiastra e altri luoghi. Una carrellata di emozioni catturate dall’occhio di una macchina fotografica, affiancate da note scritte sui comuni colpiti e raffigurati. Ciò che colpisce il cuore è la comprensione della parola “Anime”. Le anime delle persone affrante da un dolore quasi esistenziale, ma anche quelle delle case, delle cascine e perfino delle stalle.

Non siamo in grado di dare un giudizio artistico o “tecnico” sulla mostra, ma nel silenzio abbiamo ascoltato le grida mute, anche dell’inanimato. Mura, con quelle crepe così profonde, costrette a cedere ai tormenti della natura, che senza pietà le ha sconfitte, ma che non ha tolto i ricordi per i quali ancor si reggono.

by SACANDRO & GIACK23

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