FRIDAYS FOR FUTURE – 27 SETTEMBRE 2019

Dalla fine dell’estate 2018, Greta Thunberg ha deciso di scendere in campo ogni venerdì, per manifestare davanti al parlamento svedese e protestare per l’assenza di politiche concrete contro il cambiamento climatico. Da qui il nome Fridays For Future (Venerdì per il Futuro). Al terzo Sciopero Globale per il Futuro, organizzato venerdì 27 settembre, si sono dati appuntamento, in tutto il mondo, migliaia di ragazzi per gridare a gran voce che la crisi climatica sta arrivando e che bisogna fare tutto il possibile per fermarla: “…siamo in una vera e propria emergenza e dobbiamo agire di conseguenza!”. Abbiamo appuntamento con Simone, Ruben e Pietro nella Piazza di Fabriano alle 9, orario previsto per la partenza del corteo che hanno contribuito ad organizzare per cercare di dar voce a tutti coloro che pretendono un futuro migliore. Ci accompagneranno per le vie della città descrivendoci la manifestazione in corso ed i progetti passati e futuri.

Appena arrivati veniamo inondati da centinaia di giovani: studenti, ragazzi dei gruppi scout, A.C.R., Laboratorio Sociale Fabbri, Associazione Culturale Microclima e decine di cittadini “armati” di cartelloni e pronti a dar vita a questo corteo pacifico, che terminerà con un “flash-mob”, nella piazza del Comune. Mentre marciamo spalla a spalla, Pietro ci dice che, quello di oggi, è il secondo sciopero organizzato a Fabriano; il primo era stato indetto il 15 marzo ed era stato un buon inizio, la grande partecipazione all’appuntamento odierno, fa ben sperare per il futuro.

“La nostra casa sta andando a fuoco!”, “Marciamo per il clima!”, “Le nostre speranze si sciolgono!”.

Questi sono gli “slogan” più ricorrenti durante la sfilata di questi giovani agguerriti, ma pacifici, consapevoli, ma ostinati a cambiare il mondo, cominciando dalla propria quotidianità. Iniziando dal proprio stile di vita, facendo scelte sostenibili e cercando soluzioni moderne per questioni annose, pretendendo ascolto dalle istituzioni e dalle autorità responsabili. “Una nuova visione del futuro è sempre più indispensabile” – si grida in coro.

Da dove cominciare? Stiamo per presentare la “Dichiarazione di Emergenza Climatica”, mi risponde Simone. Perché occorre riconoscere che le strategie di riduzione delle emissioni climalteranti sul lungo sono rischiose se non fallimentari, e minacciano concretamente la popolazione. Perché anche il collasso della biodiversità rappresenta per la stessa un grave pericolo esistenziale. Perché significa allineare la scuola alle migliori conquiste dell’attuale scienza teorica e sperimentale, come garanzia di vita democratica per il Paese e la società internazionale. È un atto di pressione sulle istituzioni locali, regionali, nazionali, affinché siano intraprese azioni di governo e di organizzazione internazionale più efficaci nel contenere gli effetti del collasso climatico e dell’estinzione di massa del vivente oggi in corso. L’obiettivo comune è sensibilizzare le Istituzioni e la popolazione, sulle problematiche del cambiamento climatico con ogni mezzo che abbiamo a disposizione, dice Ruben (collettivo giovanile Microclima) a pochi minuti dal flash-mob. Noi abbiamo mescolato: danza, pittura, cinema, illustrazione e teatro per coinvolgere il maggior numero di persone riguardo le tematiche del Fridays for Future. Abbiamo collaborato con le scuole elementari e medie fino ad arrivare a qualche collaborazione con ragazzi iscritti all’università, nella realizzazione di cartelloni e striscioni ed altre iniziative, come quella che sta per “andare in scena”. Arrivati nella piazza, tutti i ragazzi si sdraiano a terra, fianco a fianco, fingendosi morti.

Una metafora di una generazione senza futuro, di una generazione già morta, ma che poi si rialza e continua a lottare per cambiare la realtà. Partendo dalle piccole cose: pulendo la piazza e tutte le vie percorse dal corteo autorizzato. Tornando a casa il sentimento comune è quello di sentirsi parte di un sistema che si sta sgretolando, anche a causa delle nostre scelte quotidiane. Compriamo una bottiglia d’acqua (in confezione di plastica), una bibita di una nota multinazionale e ci dirigiamo a casa con un veicolo a motore alimentato da combustibile fossile, mentre fumo una sigaretta e rifletto sulla coerenza delle mie azioni.

by Giack23

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