MARRAKESH, COLORI E SAPORI FRA PASSATO E PRESENTE.

Oggi andiamo a trovare Touria, una nostra amica di origini marocchine, da 35 anni in Italia. Entriamo in casa sua, accolti dal sorriso immancabile di chi sa ospitare e non perdiamo occasione per chiederle di raccontarci qualcosa sul Marocco, luogo dove nessuno di noi è mai stato. Touria inizia stentando nei ricordi, ma col passare dei minuti la sua narrazione diventa più dettagliata e coadiuvata dal suo perfetto accento dialettale, tipico delle nostre zone, ci porta altrove, tanto che chiudendo gli occhi ci sembra di esser lì, a Marrakesh.

Eccoci! Camminiamo per le vie del Suq, un quartiere a nord della piazza principale di Marrakesh, attorniati da negozi, stracolmi di prodotti e manufatti caratteristici come quello di ciabatte arabe tradizionali o quello di vetro lavorato.

Entriamo nella piazza Jamaa El Fna e rimaniamo a bocca aperta dinnanzi al mercato. Le bancarelle disegnano percorsi in uno scenario dove passato e presente si fondono svelando le radici di questo paese, che tende alla modernità senza dimenticare le sue antiche origini. Difficile uscire da qui senza aver comprato niente tra datteri, pelli lavorate, sapone nero e olio di argan, ma i prodotti locali sono solo un aspetto dello spettacolo a cui assistiamo.

Marrakesh colori e sapori; una piazza.
Marrakesh colori e sapori; veduta dall’alto.

Alla nostra destra un incantatore di serpenti, poco lontano un chiromante e sparsi qua e là saltimbanchi, ammaestratori di scimmie, cantastorie, suonatori e mangia-fuoco. Accanto a noi una decoratrice con l’henné cattura l’attenzione di Barz, unica donna del nostro gruppo ad esclusione di Touria, che cede alla tentazione di abbellir le mani. Prendiamo un tè verde in uno dei bar intorno alla piazza. Da qui si può vedere la Moschea di Koutoubia, tipico esempio dell’architettura islamica dell’epoca, dal quale si erige verso il cielo lo stupendo Minareto.

Vorremmo andare più vicino per osservare meglio l’opera, ma i parenti di Touria vengono a prelevarci allegramente perché è ora di pranzo ed è venerdì. Il venerdì in Marocco è giorno di preghiera e molte famiglie adottano l’usanza di pranzare tutti insieme, quindi ci aspetta un succulento piatto di cous-cous da leccarsi i baffi.

Si è fatto tardi nel mondo reale e dobbiamo aprire gli occhi, ma ci dispiace lasciare il Marocco, così facciamo in modo che Touria prometta di essere ancora disponibile a portarci nei suoi ricordi. Ci congediamo con l’idea di cucinare un buon cous-cous per cena, anche se qualcuno di noi preferirebbe comunque una bella bistecca alla griglia!

by SACANDRO in collaborazione con Touria

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