Della questione Almasri non ne parla più nessuno, quindi lo facciamo noi. Lo facciamo per chiudere la sequenza dei nostri quattro articoli e lo facciamo ora, che le voci sono impegnate ad urlare altro, perché otterremo molte meno letture, ma quelli che leggeranno, forse, saranno più lontani dagli umori delle tifoserie politiche tanto fastidiose per chi cerca di riflettere con raziocinio. A chi volesse ricordare i fatti nella loro interezza proponiamo il link che raccoglie i nostri pezzi precedenti, oltre all’attuale: https://itidealia.com/tag/almasri/
Siamo giunti alla ovvia conclusione che Almasri sia stato liberato e rimpatriato per ragioni politiche, ma quali sono le motivazioni che potrebbero aver spinto il Governo italiano a questa scelta?
I flussi migratori. Molti hanno messo in evidenza come il generale Almasri sia a capo della milizia, che per lunghi tratti di territorio costiero libico, si occupa di limitare le partenze dei migranti africani verso l’Italia. Non a caso molti degli aberranti crimini di cui è accusato si sarebbero svolti proprio nei centri di detenzione da lui controllati. Il suo mancato rilascio da parte nostra, avrebbe portato inevitabili ripercussioni sul numero delle partenze e degli sbarchi clandestini, con la scontate conseguenze per l’Italia.
Lavoratori italiani in Libia. Altri hanno parlato di situazione pericolosa per gli italiani che attualmente stanno lavorando in Libia, che avrebbero potuto subire rappresaglie di ogni sorta.
Interessi legati all’ENI. Matteo Renzi, non solo, ma più di altri, ha fatto notare in sede parlamentare come la vera motivazione per non colpire il generale, sarebbe legata alla volontà di non avere ripercussioni, da parte del governo libico, sull’operato della nostra Eni in quel Paese.
Una bocca che può dire tanto. Non lo abbiamo sentito come argomento centrale nelle discussioni pubbliche, ma a nostro giudizio, una delle cose che facevano più paura, ad alcuni apparati del nostro Governo, era la possibilità di vedere Almasri interrogato al Tribunale Internazionale. Perché abbiamo la netta sensazione che se uno come lui fosse costretto a dire la verità, la sua testa non sarebbe la sola a cadere e verrebbe a galla molto, dello sporco coperto dalle onde del Mediterraneo.
Per il bene dell’Italia. Per evitare tutto quanto scritto sopra, caro popolo italiano ci sono rospi da ingoiare. Lo stesso colosso Bruno Vespa ha affermato che da sempre i governi fanno cose orribili di nascosto (come se non lo sapessimo già). Basta saperlo accettare, c’è chi invoca la ragion di Stato, chi la Sicurezza Nazionale, e allora in barba ai tanti bei discorsi sui nostri valori occidentali di giustizia e libertà, si accetti il tentativo di delegittimazione della Corte Penale Internazionale, la figura vergognosa dell’Italia rispetto ai popoli del Mondo (non diciamo dei governi che ormai son tutti della stessa risma) e si accetti di lasciar libero un torturatore, stupratore assassino riportato a casa con un volo di Stato a spese degli italiani. Tutto si può accettare!
Tutto accettabile. Quindi di fronte ad interessi così grandi si può lasciare che tutto sia, purché si guardi da un’altra parte! E va bene, rispettiamo a malincuore l’opinione di tutti, ma dipende sempre da qual è il Paese in cui vogliamo vivere. In questa faccenda non c’entra niente la razza, e non vogliamo entrare in un argomento che ci porterebbe fuori strada, ma pensiamo di essere tutti d’accordo sul fatto che un reato è considerato tale al di là di quale sia la vittima… Allora ci chiediamo: se questi reati fossero stati commessi in Italia, se quel bimbo di cinque anni atrocemente stuprato secondo la CPI, fosse stato italiano, magari un parente, cosa avremmo ritenuto accettabile?
Che belle parole. Vi lasciamo con una chicca, un passaggio di una conferenza stampa della vostra Presidentessa del Consiglio Giorgia Meloni, che come sempre pochi ricordano:https://www.youtube.com/watch?v=RXw1Ea0gqyc
By SACANDRO

Ringrazio della puntuale analisi e dell’interrogativo finale che condivido. ZP
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