CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE… L’EFFETTO FARFALLA

Questa è la storia di tre sorelle: Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, torturate e uccise il 25 Novembre 1960.

Vivevano nella Provincia di Salcedo, nella Repubblica Domenicana, negli anni della dittatura trujillista.

Proprio a causa della politica di Trujillo, la loro e molte altre famiglie, persero quasi tutti i beni. Questo, associato alle atrocità del regime, portò le sorelle ad impegnarsi attivamente contro la dittatura.

Durante una festa organizzata dal dittatore, Minerva osò sfidarlo apertamente sostenendo le proprie idee politiche. Iniziò così una vera e propria persecuzione da parte del dittatore verso la famiglia Mirabal che portò alla morte del padre, dopo torture e carcerazione.

Minerva non si fermò. Unica donna insieme a Dulce Tejada in un gruppo di uomini, fondò un’organizzazione politica clandestina, che cospirava contro il regime, il “Movimento 14 Giugno”, della quale poi fecero parte anche le sorelle Patria e Maria Teresa con i rispettivi mariti. Minerva fu l’anima del movimento nonostante vivesse in un’epoca in cui la violenza, la repressione e la forza, sia fisica che d’animo, erano considerate caratteristiche prettamente maschili.

Emerse con fermezza, quindi, in una società maschilista e, forse ignara di ciò, lottò anche per i diritti femminili.

Farfalle – foto Unspalsh

Il gruppo crebbe in fretta, e le sue azioni ed il vasto consenso popolare del quale godeva, portarono Trujillo a dire in un intervento pubblico: «Ho solo due problemi: la Chiesa cattolica e le sorelle Mirabal».

Proprio per questo ancor più forti e ripetitive furono le azioni del dittatore verso le sorelle ed il movimento. Nel 1960, alcuni membri vennero imprigionati e torturati, tra cui Minerva, Maria Teresa ed i mariti di tutte le sorelle.

Alcuni mesi dopo vennero liberate, e decisero, il 25 novembre, di andare tutte e tre a far visita ai mariti ancora in carcere. L’auto sulla quale viaggiavano venne bloccata, vennero portate in un luogo appartato, precisamente una piantagione di canna da zucchero, dove vennero uccise a bastonate.

Trujillo non poteva però ammettere l’uccisione delle sorelle, perché temeva una ancor più forte rivolta popolare, quindi decise di inscenare un incidente.

I loro corpi vennero rimessi nel veicolo, e questo fatto precipitare da un dirupo.

Trujillo credette di aver così eliminato il problema.

Invece, questa barbara uccisione smosse ancor di più la coscienza popolare, crebbe l’indignazione, anche in quegli animi che sembravano assopiti. Il movimento non cedette ed andò avanti fino all’uccisione del dittatore nel 1961 e successiva fine della dittatura.

In molti paesi il 25 novembre si commemora la giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La scelta di questa data, ufficializzata nel 1999 dall’assemblea Nazionale delle Nazioni Unite, nasce dal primo incontro internazionale femminista, avvenuto in Colombia nel 1980, dove la Repubblica Domenicana propose questa data in onore delle tre sorelle.

L’amore non dovrebbe far male – foto Unsplash

L’ unica Mirabal sopravvissuta, perché non impegnata attivamente, è Belgica Adele, che ha dedicato la sua vita alla cura dei sei nipoti orfani e a raccontare la vita delle sue sorelle. Queste vengono ricordate, inutile dirlo, per il coraggio con cui si sono opposte al regime dittatoriale, e la forza con cui hanno fatto valere i diritti femminili.

Sono passate alla storia anche con il nome di “las Mariposas”, le farfalle, ricordando il nome in codice che usavano all’interno del Movimento 14 Giugno.

Abbiamo bisogno di queste storie, ma soprattutto abbiamo bisogno dei loro protagonisti. Vanno custodite, ricordate e divulgate, con la speranza che siano d’ispirazione, ma anche per continuare a dire grazie!

“Il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo.”

by BARZ

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