“AMBRA” UN VIAGGIO NEL LIBRO

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Intervista all’autore Alberto Sgalla

Il libro “Ambra” di Alberto Sgalla è un viaggio nella Riviera degli anni ’60, ’70 e ’80, un mondo fatto di euforia elegante, corpi che si sfiorano, solitudini condivise e passioni incandescenti, sullo sfondo di una stagione storica che oscilla tra leggera vitalità e cupo decadimento. Una narrazione che respira di immagini, memoria e desiderio. Ne parliamo con l’autore.

Qual è stata la scintilla che ha fatto nascere “Ambra”?

Il bisogno di dare forma a quel mito originante che per me è stata la Riviera dei decenni ’60, ’70 e in parte ‘80, quel territorio che va dalla Riviera del Conero al Delta del Po, compreso l’entroterra romagnolo. Anche il bisogno di trattare con realismo lirico delle individualità prese in una calda somma di amori e disamori.

    Nella tua opera c’è una grande cura per le solitudini: per te “Ambra” è più un romanzo sulla nostalgia, sulla trasformazione sociale o sul bisogno di riconoscersi negli altri?

    Nostalgia per la generazione generosa e gaudente, l’avventura comunicativa, l’eros in via di liberazione, gli incontri di corpi, menti, parole, che hanno nutrito come una corrente energetica il gusto della vita in quei decenni, quando già comunque stava finendo il boom economico e l’euforia esistenziale si stava corrompendo in nevrotico capriccio di consumo e precario nomadismo sulla superficie della società-mercato. Alla fine degli anni ’70 era già percepibile l’avvento del postmoderno, del tutto potere al mercato, della libertà come semplice capriccio di consumo, del denaro come fondamentale rapporto io-mondo.

    La Riviera che descrivi sembra essere quella pronta ad avviarsi al suo tramonto. Ci sono splendore, cabaret, raffinatezza, ma anche un’ombra che incombe. Che tipo di atmosfera emotiva volevi restituire al lettore?

    , volevo rievocare quella percezione emotiva dell’esistenza che permeava la Riviera, la cui bellezza è ora ferita dalla bulimia immobiliare, dall’ansia competitiva, dalla depressione di massa, dall’aumento della povertà. Volevo ridare forma a quell’effervescenza di presenze vive, a quella sinfonia di vite, a quella dolcezza del gioco erotico, sentimentale, per esplorare, conoscere se stessi, immaginare, con nello sfondo l’eco della grande ondata rivoluzionaria creativa, esistenziale, politica dal’68 al’78, che, una volta esaurita, ha lasciato un vuoto riempito dallo Spettacolo e dal Codice della Merce, in cui l’individuo è divenuto un brand da promuovere in una società divenuta un contesto di business.

    “Ambra” romanzo di Alberto Sgalla

    Nel testo affiora anche una tensione politica che dà densità allo scenario. Quali sono le similitudini più vicine ai nostri tempi e quali le differenze che sono più evidenti?

    Cantieri, pescherecci, gabbiani, megadiscoteche, ristoranti, alberghi, night club, boutiques, viveurs consumati dalle passioni, misteri, inganni … la Riviera era d’estate una fiera di varietà e vanità, con una classe media laboriosa, spesso del Norditalia, che si lasciava andare al dispendio dilettevole, diveniva collezionista di sensazioni. Si vedeva sui lungomari gente di ogni età con un’andatura che sembrava sul punto di farsi danza, con le luci che facevano la notte profonda. C’era comunque un bisogno di massa, divenuto politico, conflittuale, di conservare il comune patrimonio di civiltà, che nulla ha a che fare col mercato e intensifica le capacità di capire e godere. Poi s’è perduta la qualità della vita come bene comune.

    Quali saranno i tuoi prossimi passi come autore?

    Penso di continuare a narrare, a coltivare il piacere dello stile e le vere relazioni umane.

    Ringraziamo Alberto per la disponibilità. Sotto alcuni link per chi fosse interessato all’acquisto del libro:

    https://www.unilibro.it/libro/sgalla-alberto/ambra/9788860683120

    By SACANDRO

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