Il 20 settembre scorso è stata approvata, con voto unanime in Camera dei Deputati, la modifica all’articolo 33 della Costituzione che aggiunge il seguente comma: «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme».
Abbiamo qualche perplessità sulla dicitura “in tutte le sue forme”, ma per ora non ci soffermiamo su questo aspetto.
Abbiamo sempre sostenuto che introdurre l’importanza di poter fare attività sportiva a tutti i livelli nella Costituzione fosse necessario, ma farlo così ci pare ben poca cosa. Una modifica che viene enfatizzata come “storica” dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma priva di concretezza a nostro giudizio. Un auspicio allo “sport per tutti e di tutti”, ma pur sempre solo un auspicio. In pratica la Costituzione, dal 20 settembre scorso, riconosce il “Valore” dell’attività sportiva, ma non determina il “Diritto” dei cittadini a poterla svolgere.
Sarà quindi responsabilità della classe dirigente politica e sportiva trasformare il riconoscimento del valore in un diritto da garantire a tutti, partendo dalle persone più in difficoltà e dalle periferie urbane e sociali. Insomma, fare sport è bello e utile, quindi, care associazioni sportive rimboccatevi le maniche come avete sempre fatto e pensateci voi. A noi questo ci par di capire. Tutto cambia, ma niente cambia davvero; tanto fumo, ma l’arrosto sempre quello è!
Foto in evidenza di Gabin Vallet su Unsplash
By SACANDRO

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