NESSUNA VILTA’, NOI URLIAMO: “PALESTINA LIBERA!”

Sconcertante! Sconcertante l’atteggiamento degli esponenti di spicco dei maggiori partiti politici italiani riguardo il rinnovato, e mai sopito, conflitto israelo-palestinese. Sconcertante che questi asserviti politicanti non abbiano avuto almeno la decenza di manifestare con decisione, quantomeno la loro solidarietà al popolo palestinese, dopo aver ostentato, in eventi mediatici, quella per lo Stato d’Israele. Qualcuno, allo scopo di evitare l’ammissione che il tutto derivi da un’opportunistica e interessata viltà politica, ha abbozzato la supposizione che si volesse evitare un accostamento alle tesi di Hamas, ma l’ipotesi non regge. Sappiamo tutti che Hamas, negli anni, ha raggiunto questi livelli di rappresentanza popolare in Palestina a causa dell’inadeguata risposta della Comunità Internazionale di fronte alle disperate richieste d’intervento di una popolazione oppressa e vessata, a cui Israele tenta di togliere identità e dignità.

Photo by Ahmed Abu Hameeda on Unsplash

Quando a lottare per la Palestina c’era Arafat con la sua OLP, tanti furono i falsi sorrisi e le false strette di mano delle grandi potenze mondiali, per lo più occidentali, ma nei fatti chi del loro sostegno non è mai venuto a mancare è proprio Israele. Bisogna avere il coraggio di dire e di fare. Noi condanniamo ogni forma di violenza, da ogni parte essa provenga, sia dagli israeliani che dai palestinesi, e ci stringiamo in un unico abbraccio alle famiglie degli innocenti uccisi da entrambi i lati. Detto questo, però, non possiamo non fare distinzione tra le motivazioni che spingono gli uni e gli altri a compiere certe gesta. Le rappresaglie a danno di civili non sono in nessun modo equiparabili. Una sola vittima è già troppo da sopportare, ma il numero delle vittime innocenti fra i palestinesi è enorme e quello dei bambini in special modo è un orrore inaccettabile. Quando ti ammazzano un figlio, una sorella, un marito o una madre davanti agli occhi e non perché abbia commesso un crimine, ma solo perché fai parte di un popolo che a gran voce urla il bisogno di essere riconosciuto e di vivere con dignità nella propria terra, difficilmente riesci a mantenere la facoltà di discernimento tra dialogo e vendetta. Comprendiamo quanto nei Paesi occidentali, come il nostro, sia facile cadere nel gioco degli slogan supportati da un diffuso racconto narrato in senso univoco. Per questo pubblichiamo qui sotto un video di Paolo Barnard di qualche anno fa, del quale non vi chiediamo di assumere il messaggio immediato, ma di impegnarvi a prendere degli spunti per una ricerca più approfondita che vi consenta di avere una visione vostra e inevitabilmente veritiera dei fatti storici, senza la quale non si può e non si deve esprimere un giudizio. Confrontare le cartine di quei luoghi da fine 1800 in poi, vederne le variazioni e chiedersi perché. Porsi domande come: Cos’è il movimento sionista? Cos’era una terra nullius? Qual’è il significato di colonie e colonizzare?

Photo by Ehimetalor Akhere Unuabona on Unsplash

Fatevi un’idea di ciò che è accaduto. Maturate un’opinione, magari che sia diversa dalla nostra, ma basata sulla conoscenza e sul ragionamento. Dobbiamo avere la forza di impegnarci e costruire il nostro pensiero anche su argomenti che sembrano lontani, perché in realtà non lo sono, perché l’intero mondo è dietro l’angolo, a due passi da noi. L’attuale orribile vicenda ha generato uno scenario in Italia che, tuttavia, ha degli aspetti positivi. Una nutrita schiera di adolescenti e giovanissimi ha lanciato un grido, dimostrato interesse e partecipazione manifestando sostegno al popolo palestinese. Una parte di quei ragazzi, che forse troppo superficialmente identifichiamo come “gli sdraiati” tra balletti di Tik Tok e finti reality, costituisce invece una piccola fiamma da cui può divampare la speranza di un Paese migliore. Loro urlano, noi urliamo: “PALESTINA LIBERA!”

Foto in evidenza di hosny salah da Pixabay

by SACANDRO

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