VALERIE PERRIN “CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI”

“Perché si va verso certi libri come si va verso certe persone?”

La scelta di un libro molto spesso è istinto, attrazione. Quell’istinto che, a volte, cambia la nostra esistenza, ci spinge a rischiare e fa di noi persone migliori, come succede incontrando qualcuno che ci sembra di conoscere da sempre. Quella stessa attrazione ci ha portato a scegliere il libro di cui vogliamo parlarvi oggi. Un po’ scettici ci siamo immersi in una vasca da bagno, quasi convinti di dover fare una doccia veloce. È stata una bella sorpresa ritrovarsi dopo ore, ancora nella vasca da bagno, con un libro aperto dalla presa di dita raggrinzite ed una formidabile leggerezza nel cuore. Violette Toussaint, la protagonista del libro, è proprio quel qualcuno che vorresti affianco, una persona che incontri per caso e che ami da subito. È una donna sensibile Violette, fragile ma forte, così forte da risultare a tratti quasi impenetrabile. Valérie Perrin, la brillante autrice francese, è riuscita a disegnare con le parole un personaggio davvero interessante, una donna che riesce ad aprirsi al mondo nonostante le sue debolezze e i suoi dolori. La guardiana di un cimitero, col suo cognome strambo, “assapora la vita, la beve a sorsi, come un tè al gelsomino con un po’ di miele”. È una donna generosa a cui piace ridere della morte e prenderla in giro, perché, in fondo, è forse l’unico modo per esorcizzarla. “Burlandosi di essa, permette alla vita di prendere il sopravvento e avere il potere”.

La copertina del libro

Orfana e abbandonata, sente di essere stata adottata dal libro “le regole della casa del sidro” e si prende cura degli altri molto più di quanto non riesca a fare con sé stessa. Il suo modo di vivere ha le sembianze di un arcobaleno nascosto dietro ad un cielo nero. Si presenta sempre vestita di scuro con l’alibi di ferro del rispetto per i defunti, ma sotto nasconde “l’estate” e i suoi colori. Con rara ed elegante perizia, nega che ostentare l’inverno sia solo il suo espediente per indossare la corazza che la protegge. Le lapidi, il suo orto, i fiori, i parenti, i gatti ed i suoi amici balzani, sono tutto ciò che le serve per mantenere accesi il desiderio e l’amore per la vita. Un libro intenso, delicato, che racconta di quanto in fondo la vita sia difficile per tutti, insegnando con semplicità quanto si possa ancora ricevere da essa, se si accetta la morte come limite dell’esistenza e si valorizza tutto ciò che solitamente ci sfugge. La scrittura fluida gioca tra passato e presente, tra verità e bugie. Parole non dette, dolori laceranti e voglia di vivere, sensazioni che si mescolano in un romanzo estremamente scorrevole e appassionante.

Perché leggerlo?

C’è da imparare! Imparare ad avere il coraggio di combattere soprattutto quando le cose non vanno bene. Imparare a liberare quella volontà indomita che c’è dentro di noi, per affrontare le tante difficoltà che potrebbero fiaccare l’animo umano, trovando la forza necessaria per non cedere. Come avrebbe detto Violette “Ci sarebbe dispiaciuto morire mentre eravamo a metà di un romanzo così speciale!”

by SACANDRO

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