IL NUOVO TOUR DI ROGER WATERS RIMANDATO AL 2021

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La pandemia del 2020 sicuramente ha stravolto le nostre abitudini in un modo che difficilmente avremmo previsto negli anni scorsi, e anche se quello di cui stiamo per parlare in questo articolo è uno degli aspetti più frivoli e meno indispensabili, non significa che non sia percepito come un’importante perdita nella vita quotidiana di alcuni di noi: la possibilità di partecipare ad eventi culturali ed artistici chenon possono prescindere dall’assembramento e dallo stretto contatto tra gli individui. Certamente siamo costretti a privarci, per senso di responsabilità e sicurezza nei confronti di noi stessi e soprattutto degli altri, della musica dal vivo con un elevato numero di spettatori, che per sua stessa natura rende impossibile il distanziamento sociale e quindi il rispetto delle precauzioni necessarie affinché l’emergenza che stiamo vivendo si risolva quanto prima. Questo è anche il motivo principale per cui molti artisti, anche di grande calibro, hanno deciso di interrompere le loro tournée in questo 2020 e rinviarle, nella maggior parte dei casi, al 2021. Roger Waters, genio compositivo e paroliere di molti dei brani più celebri dei Pink Floyd, è uno di questi. Reduce dal tour durato quasi quattro anni “Us + Them”, che lo ha visto portare il suo show in quattro continenti facendo tappa nelle principali città di parecchie nazioni, il quasi settantasettenne compositore britannico ha comunicato tramite il suo sito nell’autunno del 2019 che non aveva nessuna intenzione di fermarsi, annunciando una nuova tournée nel 2020 dal titolo “This Is Not a Drill”. L’annuncio è arrivato in concomitanza con l’uscita nelle sale, ed in formato digitale, del film realizzato prendendo varie parti del tour “Us + Them” che si era concluso qualche mese prima e al quale abbiamo avuto il piacere di partecipare per tre volte: ad Albany nello stato di New York a Settembre del 2017, a Milano nell’Aprile 2018 e al Circo Massimo nel Luglio dello stesso anno.

Roger Waters ad Albany (New York) settembre 2017

I concerti di Waters (come quelli di altri componenti della ex band londinese) non sono eventi a cui si può partecipare a “cuor leggero”, sia per il costo dei biglietti che può essere da molti considerato proibitivo, sia per la carica emotiva e la scenografia che questo tipo di artisti sanno portare sul palco per lanciarle direttamente nel cuore e nella mente degli spettatori. Il Tour incentrava la sua scaletta sui quattro album più celebri della band inglese: “The Dark Side of The Moon”, “Wish You Were Here”, “Animals” e “The Wall”, ma includeva anche brani tratti dal suo ultimo album solista “Is This The Life We Really Want?”. Secondo “voci di corridoio” il nuovo tour di Roger dovrebbe affrontare principalmente la tematica del bivio nel quale la specie umana si trova a dover decidere se “cambiare o morire”, come da lui riportato nel corso di un’intervista. L’artista, che da sempre ha incluso nelle sue opere temi politici, nell’era post-Pink Floyd ha accentuato ancora di più questa sua vena critica, utilizzando sempre più spesso la sua musica come strumento di denuncia su questioni molto importanti come la deriva populista della politica, i diritti umani ed il cambiamento climatico. Ovviamente non sono mancate le solite critiche (e ci limitiamo a considerare solo quelle sollevate in Italia) di chi, forse assuefatto da un paio di decenni dominati dalla musica pop/disco spensierata e politically correct, pensa che un artista debba solo “pensare a cantare”, dimenticando forse come il rock sia sempre stato un mezzo di protesta sociopolitica, oppure ignorando totalmente il contenuto di una buona metà dei testi delle canzoni rock della scena musicale internazionale, vuoi per una scarsa o totalmente assente conoscenza della lingua inglese o per la svogliatezza nel cercare anche solo di leggere qualche testo già tradotto.

Roger Waters al Circo Massimo (Roma) luglio 2018

Se da un lato, alla luce della sua tendenza ad affrontare determinati temi, si può intuire quali saranno le premesse ideologiche alla base del suo nuovo tour, non si può dire lo stesso per la scaletta delle canzoni che saranno scelte per questa nuova avventura itinerante che sicuramente, anche se molto lentamente, lo vedrà toccare ancora moltissime città nel corso di tre o quattro anni, sperando che magari questa volta se ne possa aggiungere qualcuna in zone troppo spesso ignorate da eventi di questo tipo, come quelle africane ad esempio. Come già detto ci sono parecchie incertezze sia sulle date che sulle tappe interessate per prime dalla nuova tournée, ma quello di cui siamo sicuri è che c’è un gran bisogno di artisti come Roger Waters e che, al giorno d’oggi, a rappresentali quasi esclusivamente, siano queste attempate leggende del rock.

A cura di NICO PODUTI

by SACANDRO

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